Brillat Savarin, ne' “la fisiologia del gusto”, opera realizzata nel lontano 1800, scriveva “si è quel che si mangia”.
Un’ovvietà, senza dubbio. Ma con magistrale semplicità evidenzia quanto possa essere complesso e disomogeneo il mondo della ristorazione, soprattutto in questi nostri anni ed in modo particolare se si considera una specifica branchia della ristorazione: la ristorazione di qualità. Quando parliamo di questo tipo di ristorazione, ci differenziamo dal bisogno fisiologico del nutrirsi per avvicinarci a quell’ambiente , a quelle regole e dettami che danno vita allo stare insieme in modo conviviale. Intendiamo il mangiare come simbolo di status, l’ appartenenza ad un gruppo sociale che può e sa apprezzare e condividere gusti, sapori e sensazioni di livello superiore. Un ambiente complesso, mutevole , vivace, anche capriccioso che desta curiosità. Il tema è qui dato dall “osservare” l’ambiente ristorativo toscano di qualità, cercando di individuare i principali connotati che lo caratterizzano mediante un’analisi dei comportamenti specifici. Comportamenti strategici relativi al prezzo medio dei coperti nei Capoluoghi di Provincia dei Ristoranti oggetto di osservazione.



